Parole per il 2018

Palcoscenico. Lo è da quattro miliardi e mezzo di anni e resiste nonostante meteoriti che si schiantano sulla sua superficie, cataclismi e l’uomo. Nonostante buchi qua e là nell’ozonosfera e l’infiammazione cronica delle guerre alla quale non troviamo rimedio. Secondo il Global Peace Index del 2016, la lista dei luoghi per stare al sicuro prevede soltanto 10 nazioni su 196. Eppure il nostro palcoscenico, la Terra, è un posto meraviglioso per sperimentare l’esistenza (conflitti compresi). Tutti ci provano: il bene e il male che si rincorrono; la bellezza e i suoi opposti; la ricchezza e la povertà che la insegue; esseri di ogni specie, umani e marziani, conosciuti e sconosciuti: tutti quanti a trasformare in realtà qualsiasi desiderio. Il pianeta Terra si merita almeno una canzone d’amore perché ci sopporta mentre facciamo quello che ci pare, credere, costruire, rovinare e anche di non fare. La prescelta per l’occasione è How Would You Feel di Ed Sheeran che fa un po’ piangere. Chi non si commuove può sempre immaginare dove si va. Appunto, dove?
 
Dove. Secondo l’astrologo vedico e guru indiano Priyanath Karar conosciuto con il nome monastico di Sri Yukteswar, il nostro sistema solare sta andando verso un punto nel cosmo. Nel suo libro intitolato Kaivalya Darshanam (The Holy Science) pubblicato nel 1894, ci rassicura che siamo sulla buona strada. Infatti, ci stiamo avvicinando a Vishnunabhi, il centro del potere creativo di Brahma che regola il Dharma, la virtù mentale. In base ai calcoli del maestro abbiamo lasciato il limite più lontano nel 499 d.C. e, fra dodicimila anni circa, giungeremo all’obiettivo. Per avere un’idea del punto in cui siamo, immaginatevi un orologio: bene, siamo circa a ore otto. Al termine di questo viaggio, godremo appieno dell’influenza del nucleo creativo, saremo sviluppatissimi e superman ci farà un baffo. Saremo anche pronti a tornare indietro, cosa che ci occuperà per altri dodicimila anni, perdendo progressivamente i poteri acquisiti e infine scivolando nell’inconsapevolezza più cupa. Se invece, preferite una versione più scientifica, il nostro sistema solare si sposta, in effetti, con una rivoluzione ellittica all’interno della nostra galassia, muovendosi con una velocità media di 250 km/s verso una direzione apparente. In questa versione però, non sappiamo quali superpoteri avremo a fine corsa, certamente saremo diversi.
 
Diversi. In Songs of experience degli U2, Get out of your own way è un brano che invita a cambiar strada. È il modo di svoltare per chi non è contento di come stanno le cose o per chi vuole altro. Per cambiare è necessario rompere le regole che ci governano. Nel tempo, ci abbiamo provato con intuizioni e rivoluzioni e lo abbiamo fatto per raggiungere quella dose di libertà necessaria per fare un salto. O meglio, per godere della libertà che il salto ci permette di raggiungere.
 
Raggiungere. Raggiungere almeno un po’ di notorietà è un’istanza dell’esistenza e l’enorme affermazione dei social media sembra confermarlo. Così possiamo godere dei nostri momenti quotidiani e quelli di gloria, alimentare l’autostima, aumentare la reputazione, stare in una specie di calduccio esistenziale chiamato condivisione, e magari essere d’ispirazione. Rimbocchiamoci le maniche allora, c’è da lavorare.
 
Lavorare. In Italia, gli anni per andare in pensione sono quasi 67. Per chi si realizza attraverso il lavoro s’impone la significativa necessità di rimanere presentabili, cioè di mantenere un bell’aspetto anche dopo una certa età. Questa esigenza va a braccetto con il fatto che di invecchiare ci piace poco: si perde appetibilità e finire in panchina vuol dire smettere di giocare. Forse è per questi motivi che il mercato mondiale dei prodotti anti-aging è in crescita. Si passa dai 250 miliardi di dollari nel 2016, a una stima di circa 331.5 miliardi per il 2021.
 
2021. Secondo il sondaggio del World Economic Forum di un paio di anni fa, per il 2021 il coacervo di esseri che abiteranno il pianeta si arricchirà di robot evoluti con la conseguenza per gli umani di avere più tempo libero e il tema di che cosa farne. I robot meno avanzati che abbiamo già in casa, lavatrici e lavastoviglie, sono destinati ad evolversi. È niente rispetto ai nuovi scenari come l’impiantabilità nel corpo di dispositivi collegati alla rete (quelli che chiamiamo ingenuamente smartphone), città senza semafori, sensori connessi a internet disseminati ovunque, e tante altre soluzioni che renderanno la vita sulla terra sempre più sorprendente. Manca poco, saremo pronti?
 
Pronti. Certo che lo siamo! Soprattutto per questo 2018 che sboccia. Se così non fosse saremmo in ritardo sul qui e ora che equivale ad essere altrove rispetto alla scena che stiamo recitando. Ma è tutto perfetto sul nostro palcoscenico.
 
Paolo Rossetti
 
Video concept Luca Uliana, Paolo Rossetti
Music Marco Rossetti, Space tree

Date

Gennaio 2018