Da qui a là

Se la percezione di noi stessi e del mondo rimanesse immutabile non avremmo bisogno di cambiare i nostri modi di fare e ciò che usiamo. Siamo a un paio di secoli fa e qualcuno gira in calesse. Un cavallo tira una struttura di legno e metallo a due ruote, un uomo è trasportato da qui a là. Se l’esigenza è questa, cioè farsi trasportare, il calesse è una buona soluzione, non serve altro. Per quale motivo cambiare?
 
L’uomo che va da qui a là sogna come stare più comodo, magari al caldo quando fa freddo, viaggiando più velocemente, ascoltando la sua canzone preferita, senza più occuparsi del cavallo, più sicuramente…
 
Così sognando, l’uomo che va da qui a là dissolve l’idea di calesse. Adieu calèche! Al suo posto percepisce qualcosa d’altro, qualcosa che serve a muoversi, ma diversamente. Lo può fare perché l’uomo che va da qui a là ora è diverso, la nuova percezione ha impresso un cambiamento irreversibile non solo su se stesso ma anche su tutti coloro che come lui, vanno da qui a là.

Date

Settembre 2012